Interrogazione Ski Alp
Rassegna Stampa

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26/09/2009

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08/01/2008
forse ci siamo

Finite le Feste dove finalmente si è registrato un tutto esaurito grazie alla ns. montagna completamente innevata,  gli impiantisti sono pronti a consentirci quanto promesso nei mesi scorsi. Infatti il Dott. Pedrotti si riunirà i primi giorni della prossima settimana con i responsabili della sicurezza in Bondone per decidere giorni e orari in cui potremo risalire la pista anche di sera ! Quanto ai giorni, parlo al plurale proprio perchè esiste la possibilità che i giorni siano più di uno. Probabilmente ( come abbiamo chiesto ) di Giovedì e Sabato fino ad inizio battitura pista ( 20:30 /21:00 ) . Speriamo. Cercheremo di essere più precisi a comunicato diramato. Il Dott. Pedrotti mi comunica anche la loro constatazione del miglioramento del comportamento dello sci alpinista su pista , il quale in questo periodo festivo, visto il nostro appello, è stato molto più attento al rispetto delle regole e le 2/3 multe date sono state sanzionate a sci alpinisti che risalivano la pista sicuramente non al bordo della stessa. Un grazie a tutti e spero in pochi giorni di potervi dare notizie più che positive.

 
Ciao
Ale
03/01/2009

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ARTICOLO SU ADIGE DEL 03 GENNAIO PAG 54

17/12/2008

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ARTICOLO SU ADIGE DEL 14 DICEMBRE PAG 62

13/12/2008

Ecco il comunicato che è stato esposto dalla Trento Funivie il giorno 6 dicembre 2008 alle biglietterie

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12/12/2008

Ieri nella trasmissione di Mondo Sci del 11/12/2008 Alessandro De Gasperi con il Dott Pedrotti per parlare della situazione in Bondone anche con la presenza di John John

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11/12/2008

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Articolo ADIGE del 10 dicembre 2008 PAG. 50

09/12/2008

DA L'ADIGE DEL 9 DICEMBRE PAG 55.

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07/12/2008

da quotidiano l'Adige del 07 dicembre 2008 per leggere intero articolo click sul titolo

E QUI TROVATE LA RISPOSTA DI ALESSANDRO D.G.

01/12/2008

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30/11/2008 ATTENZIONE SI PARTE CON IL PIEDE SBAGLIATO

Le piste del Palon non potranno essere aperte a causa di una forte affluenza

di sci alpinisti (ieri 29/11/2008) che, con la loro presenza INDISCIPLINATA,

non hanno permesso la preparazione delle piste.

 

Nello scendere uno sci alpinista avrebbe sfiorato la lama del gatto che stava battendo,

pertanto il gattista non ha voluto proseguire nella battitura delle piste.

 

Purtroppo la maleducazioni di ALCUNI SCI ALPINISTI INDISCIPLINATI senza avere il buon

senso, potrebbe compromettere tutto il lavoro che stiamo facendo per poter disciplinare e utilizzare

il Monte Bondone con gli sci d'alpinismo. 

28/11/2008

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21/11/2008 COMUNICATO APPELLO DEL DOLOMITI SOTTO LE STELLE click qui a fianco per leggere
13/11/2008 RIFUGI CHIUSI, L'IDEA PIACE AGLI IMPIANTISTI dal TRENTINO del 13/11/2008

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12/10/2008

MONTE BONDONE, IL FUTURO PASSA PER GLI SPORT ECOSOSTENIBILI E IL TURISMO FAMIGLIARE

pubblicato da: Dario Maestranzi in vivibilità, turismo, ambiente — Dario Maestranzi 12 Ottobre, 2008 @ 4:16 pm

skilandia sul BroconHo le idee molto chiare, come riferito recentemente ad un giornalista,  sullo sviluppo economico del Monte Bondone: bisognerebbe puntare su un’offerta diversa da quella standard delle grandi stazioni invernali, scelta perdente perchè la differenza tra Vason, Vaneze e Madonna di Campiglio, San Martino etc. è evidente. O si pensa al Bondone come la montagna di Trento ad uso e consumo dei trentini (di Trento) oppure si punta in alto e ci si caratterizza con iniziative ecosostenibili tipo il trekking, la bicicletta, lo sci alpinismo, il fondo etc. e si punta in abbinata sul turismo famigliare, magari ideando un grande parco per i bambini sia in inverno che in estate. Un parco che sarebbe motivo di richiamo regionale e non. In questo caso il Monte Bondone prenderebbe quota e gli investimenti pubblici e privati avrebbero un senso.

Dario Maestranzi

www.dariomaestranzi.it

14/09/2008 Articolo del 12 su risposta di Maestranzi a Borzaga

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12/09/2008 Articolo del 11 su l'Adige risposta di Marcellina Dossi

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10/09/2008 Risposta di Borzaga a De Gasperi su L'Adige del 8

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09/08/2008

Dario Maestranzi replica su lettera di Francesco Borzaga

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05/09/2008 Articolo del 05 su l'Adige risposta di Alessandro De Gasperi

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04/09/2008 Articolo del 04 su l'Adige risposta di Marco Giovanazzi

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03/09/2008 Articolo del 28 su l'Adige risposta di Francesco Borzaga

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21/08/2009

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11/06/2008

Trento Funivie, allerta delle banche

 

 

 

Stop a nuovi prestiti. Le banche creditrici di Trento Funivie, la società a partecipazione pubblica che gestisce gli impianti sul Bondone, hanno «chiuso i rubinetti». Per riaprire il canale bancario e per accelerare la ricapitalizzazione necessaria agli investimenti, un vertice tra Provincia, Comune e azienda ha delineato la nuova road map dell'apporto di capitale

 

11/06/2008 15:00 DA WWW.LADIGE.IT

Stop a nuovi prestiti. Le banche creditrici di Trento Funivie, la società a partecipazione pubblica che gestisce gli impianti sul Bondone, hanno «chiuso i rubinetti». La misura dipende anche dai problemi aperti per la controllante Funivie Folgarida Marilleva, guidata dalla famiglia Bertoli, sul versante Aeroterminal Venezia. Per riaprire il canale bancario e per accelerare la ricapitalizzazione necessaria agli investimenti, un vertice tra Provincia, Comune e azienda ha delineato la nuova road map dell'apporto di capitale. Che sarà pubblico, ma anche privato. E comprenderà pure l'ingresso degli operatori del Bondone, forse come Associazione, che ci metteranno 200 mila euro. Sul futuro della società pesa anche l'incertezza sui contributi ottenibili. Piazza Dante, infatti, ha presentato a Bruxelles la richiesta di definire Trento Funivie e altre tre società funiviarie come piccole imprese, in modo che possano accedere a contributi fino al 25% della spesa ammessa. Dopo l'approvazione del bilancio 2007, chiuso con 1 milione di euro di perdita, Trento Funivie ha già provveduto a coprire il rosso con i mezzi propri. Ora però si tratta di avere nuove risorse con cui gestire il 2008, che non è partito male, e effettuare gli investimenti previsti, peraltro rinviati all'anno prossimo. Le nuove seggiovie, che costeranno 9 milioni di euro, verranno infatti realizzate nel 2009. «Nell'incontro - spiega l'assessore provinciale all'industria Marco Benedetti - abbiamo confermato la volontà di partire con l'istruttoria sull'indotto». Per smuovere le banche, verrà preparata in tempi brevi un'istruttoria non sulla società e il suo piano industriale ma sull'impatto che l'attività di Trento Funivie ha per il rilancio del Monte Bondone. Conteranno, in particolare, gli investimenti fatti recentemente dagli albergatori in zona e la decisione dei privati di entrare nella compagine sociale dell'azienda. Ma anche l'aumento di capitale di 6 milioni di euro, 4 da Trentino Sviluppo e 2 dal Comune di Trento, dovrà arrivare presto. «Non oltre settembre» precisa Benedetti. «In realtà il privato ci metterà un po' di più del previsto - aggiunge il consigliere delegato di Palazzo Thun sul Bondone Antonio Divan - e le quote pubbliche saranno leggermente inferiori. Ma non cambia la sostanza: entro due-tre mesi dobbiamo effettuare sia l'aumento di capitale che dare il via libera all'entrata degli operatori». Il primo trimestre dell'anno ha visto ricavi superiori di 600 mila euro rispetto all'analogo periodo del 2007. Questo potrebbe riportare il fatturato 2008 sopra i 2 milioni, se non ai 2 milioni e mezzo indicati nella bozza di piano industriale del luglio 2007. Ma sulle previsioni di piano pesa anche l'incertezza sui contributi. Attualmente Trento Funivie può ottenere al massimo il 7,5% sulla spesa per investimenti. La Provincia ha chiesto in sede europea di passare quattro società funiviarie, quelle che gestiscono gli impianti del Bondone, della Panarotta, del Broccon e della Polsa, allo status di piccole imprese, in modo da poter ottenere contributi dal 15 al 25% della spesa investita.

04/06/2008 Vi pubblichiamo integralmente una lettera arrivata alla nostra casella di posta riguardo alla risposta del comune.

Bondone, questo sconosciuto!
 

Scialpinismo sul Bondone

 Premetto che non sono uno sci-alpinista ma una persona alla quale le ipocrisie non piacciono proprio per nulla e, leggendo dal sito internet dello Sci Club Arcobaleno quanto ricevuto come risposta dal Consiglio comunale a proposito dell'utilizzo di appositi spazi per la risalita delle piste da sci da Vaneze a cima Palon da parte di questa categoria di sciatori e la relativa discesa mi viene da sorridere. In primis ricordando il periodo iniziale degli anni Novanta quando Graffer passò la mano a Bertoli il quale ben subito minacciò di chiudere il Bondone se la Provincia non avesse provveduto a rilasciargli l'autorizzazione per l'impianto di Daolasa. Mesi di batti e ribatti sui quotidiani locali, sindaci e assessori che giuravano e spergiuravano che mai e poi mai si sarebbero piegati ai ricatti di questo personaggio, albergatori con le mani nei capelli perché la stagione invernale stava per cominciare e non erano in grado di sapere se con o senza impianti.

Tutte queste cose le ricordo benissimo e ricordo anche come ad un certo momento tutto è venuto a tacere e la stagione è cominciata come tutte le altre con impianti pienamente funzionanti.

Poi, si è venuta a costituire la Società pubblico-privata che avrebbe dovuto portare avanti la gestione impiantistica del Bondone.

Tutto O.K., tutti contenti, ma … un piccolo particolare che molti avranno notato ma del quale ben si sono guardati dall'evidenziare: la Società che era nata era nata con la partecipazione pubblica del 49% e quella privata del 51%. Che caso strano, anzi, stranissimo! Dopo il tanto urlare alla folla: "Noi non cederemo ai ricatti" non solo il pubblico ha ceduto ma ha ceduto in modo vergognoso riservando a Bertoli e compagnia cantante la maggioranza delle azioni e così oggi, il Consiglio comunale ci viene a dire in risposta ad un'interrogazione fatta dal consigliere Dario Maestranzi che:

«Nel merito della fattibilità e sostenibilità di una corsia di risalita da Vaneze alla Cima Palon dedicata allo sci alpinismo - risponde per iscritto il sindaco - essendo la società Trento funivie spa titolare della concessione relativa alle particelle fondiarie sulle quali insistono le piste da sci, la stessa è responsabile di quanto avviene sulle medesime e, in particolare, della sicurezza anche al di fuori dell'apertura degli impianti in relazione agli interventi necessari alla manutenzione ed all'apprestamento delle piste. Il transito, sia in salita che in discesa non è consentito sulle piste e, pur ipotizzando una corsia di risalita ampia un metro, resterebbe comunque il problema legato al transito in discesa in orario dove le piste non sono presidiate».

Interessantissimo! Intanto Bertoli ha inaugurato l'impianto che non avrebbe potuto fare, il turismo soft del Bondone è fatto da snowboarder che invadono piste "stravaccandosi" lungo di esse come fossero ad un rock party con bottiglie di birra che rotolano lungo i pendii, bar e snow-bar che spandono nell'aere musica che i giovani direbbero "a palla", motoslitte degli impiantisti che risalgono le piste durante le ore di apertura a velocità inaudite, motoslitte di privati che tracciano piste (vedi zona dei Colmi) ove poter scorazzare alla faccia di chi almeno lì vorrebbe trovare un po' di pace, gatti battipista che, non bastando ora più la piana delle Viote si mettono a tracciare solchi sui Rostoni, splendida passeggiata da fare con le ciaspole ma "al naturale", cannoni che dal tramonto all'alba con il loro lento ma insistente rumore dondolano i sonni di chi ha la sfortuna di abitarvi nei pressi e via discorrendo.

Ma gli sci-alpinisti no, quelli sono troppo silenziosi, consumano poco, creano intralcio e "gravissimo pericolo". Il tutto fa venir da ridere se non fosse che quanto qui espresso proviene dalle stanze di un Consiglio comunale che per tenere in piedi tutto l'ambaradan di questo povero Bondone sciistico si vede costretto a scontare abbonamenti stagionali, a pagare ski-bus che vanno avanti e indietro da Trento, da Vaneze e dal Vason per lo più semivuoti e via discorrendo.

Allora questa lettera che indirizzo all'URP affinché tutti possano leggerla ma che in realtà verrà indirizzata anche all'assessore competente e al Direttore dei Patti Territoriali richiede una risposta a questa precisa domanda: ma dove sta il "il turismo soft" del Monte Bondone? E poi, visto che avete avuto l'encomiabile volontà di rilanciare questa montagna investendo un'enormità di capitali, volete almeno spiegarci come moltissimi di coloro che hanno ricevuto questi contributi a fondo perduto aprono e chiudono le loro attività come più gli aggrada? Da tutto il progetto mi sarei almeno aspettato una qualche imposizione nei loro confronti ma mi pare che nulla di ciò si sia verificato.

Oggi, 3 giugno, in Vaneze non sono riuscito a trovare nemmeno una tazzina di caffè!

Cordiamente
--
Gaetano Macchi

 

30/05/2008

LEGGI LETTERA di risposta e lettera di INTEGRAZIONE

Grazie a Dario Maestranzi per portare avanti la nostra proposta

28/05/2008 SCI APLINISMO "NO" DEL COMUNE MOTIVAZIONI POCO SODDISFACENTI LEGGI ARTICOLO PUBBLICATO SU L'ADIGE

12/05/2008 Questo l 'articolo pubblicato su giornale ADIGE del 10 maggio per la Nostra proposta sul monte bondone

 

12/04/2008

da giornale l'Adige del 12 aprile 2008

Scialpinisti trattati come mezzi delinquenti Forse è giusto prenderne atto serenamente seppur con amarezza:

noi scialpinisti siamo degli esseri abbietti e meschini da

additare ai bambini per la strada come cattivi esempi

Scialpinisti trattati come mezzi delinquenti Forse è giusto prenderne atto serenamente seppur con amarezza: noi scialpinisti siamo degli esseri abbietti e meschini da additare ai bambini per la strada come cattivi esempi. Piegati di fatica e sudore osiamo risalire mesti e silenziosi lungo il bordo della pista facendoci piccoli e vergognosi, mentre tutto il mondo fuori balla di colori, grida e festeggia: racecarver duri e puri irrompono sprezzanti tra bimbi birilli, snowborder ebbri di fumo e birra stravolgono improbabili traiettorie, polacchi con stralci minori di tecnica sciistica, gonfi di bombardini e vodka, si lanciano senza certezza del doman sfidando i principi della dinamica. Ma, è assodato, di tutto questo circo la vera minaccia siamo noi scialpinisti, silenziosi, sudati e puzzolenti, che sfidiamo con moto contrario il mondo dei buoni e giusti. Quando poi, calata la sera, come orride ombre avanziamo con le macabre lucette cimiteriali sulla fronte, lugubri icone dell'inferno, evochiamo nefasti incubi e maledizioni eterne, che solo esorcismi salvifici potranno debellare. Tutto questo il buon gattista lo sa. Silenzioso ed instancabile operatore, anche la notte su e giù piallando generosamente ogni increspatura del manto, osserva il mondo far festa dall'alto della sua torre antica e disprezza di rancore il nostro incedere faticoso e sofferto che turba la sua opera. E accumula frustrazione, odio e desiderio di rivalsa. Ma arriva al fin l'agognata chiusura della stagione ed il gattista frustrato non si ritira quieto e soddisfatto per l'opera testé conclusa. No. Non prima di aver consumato la sua feroce vendetta. Terra bruciata. Come gli iracheni in ritirata incendiarono i pozzi petroliferi, così il gattista frustrato divelle la pista, costruisce cumuli, erige montagne, scava trincee, impiegando tempo sudore ed anima, ma godendo con morboso appagamento al pensiero di noi meschini che, sudati ed affannati, risaliremo ancora, e soccomberemo annichiliti al cospetto di tale massacro. Tant'è. La scorsa mattina risalendo in solitudine da Mezzavia la «Granpista» verso il Palon, mi ritrovai imprigionato in questi agglomerati morenici (vedi foto) costruiti con ingegnosa arte nei punti più critici del percorso. E poiché oltre che meschini siamo anche ingenui e stupidelli, ci viene spiegato che tale operazione è necessaria per un agevole disgelo. Non c'è che dire: il pretesto è quasi plausibile: se tutto il manto delle piste fosse omogeneamente ben arato e rimescolato, la cosa potrebbe avere una certa credibilità. Ma così non è; né ci è dato di capire come possano agevolare il disgelo, dei cumuli di zolle nevose accatastate con perizia assassina lungo i punti strategici delle tracce. Pazienza. Ci sono drammi ben peggiori al mondo. Ci auguriamo solo che da tutto ciò almeno il gattista frustrato abbia potuto trovare giovamento terapeutico per sedare il proprio dramma interiore e passare un'estate in serenità e pace. Paolo Rigoni - Trento
   
 

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TUTTO E' NATO DA QUESTE IDEE

 

ASD L’ARCOBALENO SCI CLUB

Promuove questa raccolta firme per :             

1)   OTTENERE UNA CORSIA DI RISALITA PER LO SCI ALPINISMO LUNGO LE PISTE DEL BONDONE

2)   OTTENERE 2 KM DI PISTE DA FONDO ILLUMINATE LA SERA PER L’ALLENAMENTO DEI FONDISTI

Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti gli amanti dello Sci Nordico e dello Sci Alpinismo per ottenere la libertà che ci spetta sulla nostra montagna.

 1)       Chiediamo una corsia di risalita ,da Vanezze alla Cima Palon, da percorrere senza la paura di cadere in contravvenzione, e di essere di intralcio a nessuno.

Vogliamo portare e insegnare ai nostri figli questa bellissima disciplina in completa sicurezza, mostrare a tutti come risalire una montagna, basta un metro

di larghezza sulla pista per permetterci di far tutto ciò, senza essere odiati da discesisti , snowboardisti e impiantisti ….ci siamo anche noi.

 2)       Chiediamo un pezzo di percorso alle Viotte illuminato , per allenarci almeno un paio di sere la settimana, non ci è possibile farlo durante il giorno, anche noi lavoriamo ! Esistono luci ad inquinamento zero, già utilizzate in altre località. Bastano un paio di KM , per un paio di giorni la settimana, fino alle ore 24.

 Poche idee che renderebbero la nostra Montagna più ricercata e visibile per tutti , creerebbero un ulteriore indotto e possibilità di crescita turistica.

Il Bondone è la Montagna di tutti i Trentini e non solo delle aziende private. E’ una palestra naturale di cui possono godere tutti gli amanti dello Sport indistintamente

 

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